Comunicato FLC CGIL Piano di Fabbisogno 2026-2028

COMUNICATO AL PERSONALE – CNR
QUANDO I NODI VENGONO AL PETTINE

Non finanziare adeguatamente la Ricerca pubblica ha conseguenze
immediate, il personale non viene valorizzato e le lavoratrici ed i lavoratori
precari restano senza prospettive.
E tutto ciò crea un danno che ricade sul futuro del nostro Paese.

 

Martedì 2 febbraio il CdA del CNR ha deliberato l’aggiornamento del Piano di Fabbisogno del Personale per il triennio 2026-2028 (PdF 26/28), aggiornamento che era stato discusso in un incontro tra l’Amministrazione CNR e le OO.SS. il 28 gennaio us, al quale la FLC CGIL non ha partecipato in quanto non firmataria del Contratto Collettivo Nazionale 2022-2024. Ad un primo esame del PdF 26/28 emergono, con estrema chiarezza, gli effetti negativi generati dal reiterato definanziamento della Ricerca pubblica e in particolare del CNR. Da anni la FLC CGIL denuncia l’esiguità delle risorse assegnate con il Fondo di Finanziamento Ordinario degli Enti (FOE) e chiede con forza al Governo una inversione di tendenza con un significativo finanziamento della Ricerca pubblica. Bisogna inoltre sottolineare che il FOE, erogato annualmente dal MUR, non tiene conto delle dinamiche salariali, in particolare dei costi dei passaggi di fascia dei Ricercatori e Tecnologi e degli incrementi stipendiali dovuti ai rinnovi contrattuali, entrambi per intero a carico del Bilancio del CNR. Su questi temi la FLC CGIL da tempo è impegnata a chiedere al Governo non solo un giusto adeguamento del FOE ma anche che il costo dei rinnovi contrattuali sia coperto dal Governo e non dal Bilancio del CNR. Il CdA richiama, in premessa del PdF 26/28, la cornice normativa, in particolare il D.Lgs 218/16 e i vincoli normativi che orientano l’agire dell’Ente, ma purtroppo non denuncia, e neppure evidenzia, l’assoluta esiguità delle risorse a disposizione su cui poter programmare il PdF e soprattutto farsi carico del costo dei rinnovi contrattuali. Per la valorizzazione del personale strutturato, per le nuove assunzioni e per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, l’Ente può quindi tener conto “solo” delle risorse del turn over, risorse che ricordiamo essere state decurtate per il 2026 del 25% grazie alle nefaste Leggi emanate dal Governo. Pertanto, circa 5 ML€ devono essere resi al MEF invece di essere utilizzati per stabilizzare i precari e valorizzare il personale strutturato.

Di fatto si tratta di una spending review applicata dal Governo agli Enti di Ricerca,
a conferma della scarsa attenzione che viene rivolta alla Ricerca pubblica italiana.

La FLC CGIL rileva diverse criticità nell’aggiornamento del Piano di Fabbisogno del personale, in particolare:

Programmazione di nuove assunzioni

Il PdF 26/28 fornisce una prima disamina dei concorsi per le nuove assunzioni di Personale ai vari livelli previste per il triennio 2025-2027, molti dei quali ancora in corso o addirittura non ancora banditi, prevedendone la conclusione entro il 2026. A fronte di questa situazione, la FLC CGIL ribadisce ancora una volta la richiesta di una maggiore certezza nei tempi di svolgimento dei concorsi, che troppo spesso richiedono tempi di espletamento particolarmente lunghi.

Per il triennio 2026-2028 le nuove posizioni previste sono 156 secondo la ripartizione mostrata nella tabella seguente:

IMMAGINE

Programmazione di nuove assunzioni per i livelli I-III: per quanto riguarda i profili Ricercatore e Tecnologo, per il 26/28 l’Ente ha previsto di completare la programmazione 25/27.

Programmazione di nuove assunzioni per i livelli IV-VIII: sono previsti nuovi bandi, oltre a quelli in essere o già autorizzati, soprattutto per i profili amministrativi, mentre permane una forte criticità per i profili tecnici.
Tali profili sono particolarmente richiesti e necessari soprattutto negli Istituti dotati di laboratori e infrastrutture la cui funzionalità è severamente a rischio per la carenza di personale.

Stabilizzazioni

Nelle tabelle del PdF non sono state ancora inserite le posizioni relative al personale che verrà stabilizzato ai sensi del comma 1 dell’Art.20 del Dlgs 75/2017. Saranno inserite a valle della delibera del CdA una volta che l’elenco degli aventi diritto sarà disponibile, verosimilmente al primo CdA utile del mese di marzo 2026. Nel PdF l’Ente si impegna a bandire concorsi riservati ai sensi del comma 2 dell’Art.20 del Dlgs 75/2017 a valle della procedura attuativa del C 1 che, come è noto, procede con ritardo rispetto al cronoprogramma discusso nel mese di ottobre 2025 dall’Amministrazione CNR con le OO.SS.
Nel PdF sono previste, senza quantificarle, le due procedure speciali, ossia i bandi riservati ai C2 finanziati dalla Legge di Bilancio 2025 e i bandi riservati al personale che soddisfa i requisiti del cd. “emendamento Lotito” previsto nell’ultima Legge di Bilancio per il 2026 (personale in servizio con contratto TD al 30 giugno 2025 e che alla stessa data abbia maturato almeno 24 mesi anche non continuativi con contratti TD presso l’Ente, con una riserva del 50% dei posti a chi ha lavorato su progetti PNRR). L’entità del cofinanziamento sarà nota solo dopo che il decreto di riparto avrà assegnato le risorse al CNR, che si è impegnato a cofinanziarle al 100%. Considerato che la procedura attuativa del cd. emendamento Lotito deve essere conclusa entro il 2026, la FLC CGIL auspica che l’Ente si impegni a programmare, entro l’estate, sia le procedure concorsuali C2 sia l’applicazione di quanto definito nel cd. “emendamento Lotito”.

Valorizzazione professionale

Valorizzazione professionale per i livelli I-III: in merito alla valorizzazione del Personale R&T, il PdF 26/28 si limita ad affermare che "tutte le procedure selettive ex Art. 15 CCNL sono da ritenersi “concluse “, mentre non include alcuna indicazione sulla possibilità di nuovi Bandi ex Art.15, malgrado nel PdF 25/27 l’Amministrazione si fosse impegnata a svolgere nuovi Bandi ex Art. 15 per l’anno 2026.
Su un tema così cruciale come la valorizzazione del personale R&T la FLC CGIL, come ha già più volte fatto, sottolinea l’urgenza di avviare un Tavolo Tecnico per verificare l’esistenza di eventuali residui del finanziamento speciale previsto dalla Legge Finanziaria per il 2022 vincolati alla valorizzazione di R&T che potranno essere utilizzati per lo scorrimento delle graduatorie degli ultimi concorsi ex Art.15, nonché individuare ulteriori risorse per nuovi bandi ex Art 15. A tal riguardo si rileva che il CdA, in delibera, ha dato mandato al DG di effettuare tali verifiche al termine delle procedure ex Art. 15 tutt’ora ancora in corso.

Valorizzazione professionale per i livelli IV-VIII: per quanto riguarda il Personale T&A, il CNR ha disposto di inserire nel PdF 26/28 nuovi Bandi ex Art.54 finalizzati a progressioni di livello e da realizzarsi nel corso del 2026, mentre nel precedente PdF 25/27 erano previsti per il 2025. I nuovi bandi saranno possibili grazie all’utilizzo sia dei fondi residui ex Art. 90 (1.154.699,35 €) sia dei fondi messi a disposizione dalla Legge di Bilancio per il 2022 e destinati ai T&A, dei quali al CNR sono stati assegnati 11.182.667,46€ annui, a partire dall’anno 2022. La FLC CGIL ritiene che tali fondi debbano essere al più presto attribuiti al Personale T&A, e da tempo chiede all’Amministrazione di procedere senza ulteriori ritardi Reclutamento per chiamata diretta su programmi di eccellenza La FLC CGIL ritiene particolarmente delicato il lungo passaggio relativo al reclutamento per chiamata diretta in cui si parla della “Valorizzazione del Principal Investigator nei programmi di eccellenza come leva strategica dell’Ente” per il “rafforzamento della qualità scientifica e del posizionamento istituzionale dell’intero CNR a livello europeo ed internazionale”. In primo luogo, il PdF 26/28 individua nella chiamata diretta per meriti scientifici “lo strumento più coerente per rispondere a fabbisogni direttamente correlati a risultati di eccellenza già accertati”, distinguendoli dai fabbisogni “riconducibili alle ordinarie dinamiche di turn-over”. Tuttavia, non viene chiarito quali siano queste due fattispecie di fabbisogni, lasciando evidente il dubbio che l’eccellenza sia considerata prerogativa prevalente delle chiamate dirette. Inoltre, il contributo del personale assunto con chiamata diretta viene definito una “risorsa strategica per la reputazione e la competitività del CNR, poiché testimonia un livello di qualità scientifica certificato da rigorosi processi di valutazione internazionale”. Senza nulla togliere al personale assunto con chiamata diretta, la FLC CGIL ritiene necessario ribadire che le attuali elevate reputazione e competitività del CNR derivano dall’attività quotidiana di tutto il personale, che in grandissima parte non è stato assunto per chiamata diretta, ma che merita di veder riconosciuta l’importanza del proprio lavoro.

Il quadro sconfortante che emerge dal PdF 26/28 è chiaro: servono ulteriori risorse per dare una stabilità contrattuale alle lavoratrici e ai lavoratori precari che con il loro lavoro contribuiscono all’avanzamento della conoscenza; servono risorse per dare risposte concrete alle legittime aspettative per la valorizzazione professionale di tutto il personale strutturato, ma più in generale servono per la Ricerca pubblica e per il Futuro del Paese. La FLC CGIL ritiene urgente che i Vertici dell’Ente si attivino con un’azione di forte sensibilizzazione del Governo e del Parlamento, con l’obiettivo di ottenere un sostanziale aumento del finanziamento che consenta di valorizzare tutto il personale, di ruolo e precario. La FLC CGIL, d’altro canto, auspica che il personale sappia unirsi, rinunciando a contrapposizioni interne funzionali a chi vuole distruggere invece che costruire, e si impegna fin d’ora a sostenere ogni azione che veda il personale unito nel chiedere con forza al Governo più risorse e più attenzione al futuro del Paese.

 

Roma, 9 febbraio 2026
Angela Bonura
FLC CGIL CNR