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BANDI DI NATALE AL CNR
IL CHERRY-PICKING IN SALSA CNR PRENDE FORMA
Come previsto, I VERTICI PERSEVERANO NEL DELUDERE LE ASPETTATIVE DEL PERSONALE CNR, STRUTTURATO E NON. In una situazione lavorativa caratterizzata da salari molto più bassi rispetto ai colleghi europei e da carriere ferme per lunghi periodi, non possiamo che denunciare la pubblicazione, il 23 dicembre, di una serie di bandi a concorso per posizioni elevate, II e I livello, in diverse sedi. Questo fatto conferma che il CNR non riesce ad assumere e valorizzare a sufficienza. Pochissimi posti, assolutamente pochi rispetto ai precari che hanno maturato il diritto alla assunzione o a concorsi riservati; pochi anche rispetto ai colleghi già inquadrati nel III o II livello che attendono nuovi bandi o che vengano scorse le graduatorie attive per II e I livello.
Perché contestiamo questi bandi?
In primo luogo per il periodo di pubblicazione dei bandi, promossi e pubblicizzati in modo limitato.
Poi, per la richiesta, in molti casi, di requisiti talmente precisi (nel percorso lavorativo precedente) da poter ipotizzare non solo le candidature, ma anche i vincitori.
La combinazione tra la restrizione dei criteri (con la relativa riduzione dei candidati) e il periodo di pubblicazione determina una possibile distorsione, per altro ampiamente certificata e dimostrata, purtroppo anche in sede legale e penale, nel reclutamento universitario, dello stesso istituto del concorso nazionale pubblico. Come detto abbiamo raccolto notizie che riportano la possibile identificazione già dal bando dei possibili vincitori.
Perché il resto del personale CNR risulta colpito?
Perché dal bando si evince che le figure richieste, in particolar modo per i tecnologi, erano già identificate nelle funzioni dei progetti PNRR. Come organizzazione rimaniamo strenui difensori del concorso nazionale, ma in un caso come questo la specificità individuata giustificherebbe l’uso di chiamate dirette. Ma allora perché usare l’istituto concorsuale? Per mimetizzare con la selezione aperta l’evidente direzionalità delle chiamate dirette. I vincitori sembrerebbero, in sostanza, selezionati ma potrebbero essere già identificabili ora.
E’ importante sottolineare che la costituzione definisce che la selezione debba individuare il ‘meglio’ per la pubblica amministrazione, ma il meglio non coincide con l’identificazione di un unico soggetto dalla preparazione unica e irripetibile, anche definendo un periodo notoriamente vacanziero per far uscire il bando.
E siccome il reclutamento a tempo indeterminato individua una lavoratrice o un lavoratore che rimarrà, al di là della fine del progetto chi è stata/o selezionata/o dovrà inserirsi nel processo lavorativo. Se i vertici decidono di selezionare così precisamente, vincolano l’ente su precise caratteristiche individuali. Una pratica legittima in senso strettamente giuridico ma poco produttiva per il CNR. Inoltre, l’impegno dei vincitori di questo concorso è chiaramente destinato ai progetti PNRR, ma questi sono in via di conclusione, e ciò potrebbe porre delle questioni anche per la conferma delle sedi di lavoro. Giova realmente definire in maniera così netta le figure scelte tramite concorso? Non era più logico ‘amministrativamente’ definire, invece, graduatorie in cui professionalità simili trovassero riscontro (e carriera) per reclutare anche ‘oltre’ il PNRR?
Chiaramente come sindacato riteniamo sottolineare che tutta la comunità ne esce colpita. Da mesi denunciamo che le carriere sono ferme per tutte le categorie professionali, che il personale sotto-inquadrato merita risposte, che i passaggi di livello hanno bisogno di finanziamenti e di procedure più semplici, e che gli idonei vanno dichiarati vincitori. Senza parlare del precariato. Ecco, concorsi di questo genere, chiariscono che per il Presidente e il Direttore Generale ci sono dipendenti e dipendenti. Per qualcuno si fa lavorare l’ufficio concorsi anche a Natale.
Nei prossimi giorni invieremo ai vigilanti il CNR apposite comunicazioni. Ne prevediamo anche la risposta, che si appellerà all’indipendenza e alla discrezionalità. Invece, è importante che cresca la consapevolezza che i soldi per questo tipo di deliberazione ci sono sempre, e non per altro. Li dobbiamo obbligare a trovarli per i nostri diritti.
Esecutivo USB PI Ricerca

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